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Fontana del Nettuno |
La fontana del Nettuno è forse il simbolo più rappresentativo della città di Bologna. Fu progettata nel 1563 dall’architetto Tommaso Laureti in un clima generale di rinnovamento urbano; la parte scultorea venne realizzata invece dal Giambologna (all’epoca Jean Boulogne de Donai) e terminata nel 1567.
La fontana è costituita da una vasca a pianta quadrata irregolare posta su tre gradini, in origine era alimentata direttamente dalle acque provenienti da San Michele in Bosco. Al centro della fontana si innalza su un piedistallo il monumento del dio Nettuno che, con il tridente in pugno, domina dall’alto lo scorrere delle acque. Fanno da cornice quattro sirene a cavallo di altrettanti delfini, in un gioco d’acqua proposto da novanta zampilli.
La statua del “Gigante” è caratterizzata da una dinamicità e una presenza nello spazio che la resero fin dall’inizio il nuovo modello ideale per l’arte monumentale. Guardandolo infatti da vari punti di vista, il Nettuno appare in posizioni sempre diverse, la torsione nella postura e la sua imponenza concretizzano l’idea di una figura in movimento.
Nel 1564 venne aperta la piazza circostante il monumento, prima occupata da case e botteghe, per dare il giusto spazio alla fontana del Laureti.
La piazza del Nettuno è una combinazione armonica di edifici di varie epoche (palazzo comunale e palazzo re Enzo), che sembrano accogliere tra le loro pareti il Gigante di Bologna.
Un tempo luogo di mercato, la piazza è sempre stata l’accesso privilegiato e più suggestivo per entrare nella contigua piazza Maggiore.

Un cenno a parte va riservato alla Sala Borsa, che si affaccia su piazza Nettuno dal lato del Palazzo Comunale. Dal 1999 ricopre il ruolo di biblioteca e centro multimediale, ma è anche meta di turisti incuriositi dagli scavi archeologici alla base dell’edificio: sotto la pavimentazione di cristallo dell’atrio centrale sono visibili infatti le fondamenta di antichi insediamenti, risalenti ad epoche diverse.
Curiosità: per molti anni nella piazza del Nettuno si tenne il mercato e l’acqua della fontana veniva utilizzata anche per lavare gli ortaggi in vendita. Poi veniva venduta perchè ritenuta perfetta per cuocere i fagioli.
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